Bio

Fiorenzo Sernacchioli nasce a Bassano Romano (Viterbo) nel 1955. Frequenta gli studi artistici a Roma presso l’istituto d’Arte, dove consegue il diploma di maestro d’arte in decorazione pittorica, e l’Accademia delle Belle Arti. È durante questi studi che comincia ad esplorare la fotografia con interesse artistico.
Da molti anni si è trasferito in Toscana a Lucca, dove tuttora vive. Qui frequenta corsi e workshop di fotografia, approfondendo la conoscenza delle tecniche fotografiche, dalla ripresa alla camera oscura. Con l’avvento della fotografia digitale si dedica anche a quest’ultima, per mezzo della quale, coniugando compostezza formale,severe conoscenze tecniche e partecipazione emotiva, se ne avvale come mezzo espressivo per raccontare storie e rappresentare la realtà.
Ha viaggiato molto, in Italia e all’estero. Tra le tante mete: il deserto dell’Arizona (dove ha partecipato a un workshop di circa un mese con il fotografo James Roy), Sarajevo, Auschwitz, il nord-est della Romania e il delta del Danubio.
Fotoreporter,  freelance, iscritto all’Ordine nazionale dei giornalisti, collabora con quotidiani e riviste, sia cartacei che online.
Altri reportage fotografici:
Sui Sentieri di Ötzi, Transumanza Transglaciale e Transfrontaliera;
Romania, il rito funerario ortodosso tra credenze e tradizioni;
L’attività estrattiva del marmo delle Apuane;
In navigazione sul delta del Danubio.
Le sue mostre:
“L’Inconsapevole Arte del Cavatore”, (Le Giubbe Rosse), Firenze, maggio-settembre 2007;
“Costruzioni Oltre lo Sguardo” un reportage sulla carta riciclata, Lucca- MIAC 2007;
“I Fantasmi di Auschwitz”, Lucca Villa Bottini, Aprile Maggio 2011;
“L’Arte non Scolpita” museo MUSA di Pietrasanta, : un reportage su come la luce lavora sulla superficie del marmo, ancora prima che lo scultore lo plasmi.
Per Fiorenzo Sernacchioli, la fotografia non è solo un accostamento di masse, toni, linee e volumi, bensì uno strumento espressivo che abbina la potenza plastica della forza figurativa con l’efficacia della comunicazione del linguaggio. Infatti se si limitasse a descrivere e documentare il mondo in un modo qualsiasi i suoi lavori come quelli di qualsiasi altro fotografo che facesse ciò, avrebbero scarso significato e si limiterebbe a parlare di apparecchi super sofisticati, di ottiche luminosissime e di software e così via cantando. Sono cose importanti, ma non completano la fotografia.
Nutre inoltre una particolare predilezione per la fotografia di teatro e per tutti gli eventi musicali. Ritrae inoltre, ormai da lungo tempo, gli artisti che si succedono sul palco del Summer Festival di Lucca.